I genitori hanno l'obbligo non solo di mandare i figli a scuola, ma anche di assicurarsi che questi ultimi frequentino effettivamente le lezioni.
La precisazione è contenuta in una sentenza della Corte di Cassazione (la n. 33847 del 2007). La Terza sezione penale della Suprema Corte ha anzi sottolineato come i genitori abbiano “l'obbligo di vigilare e controllare il minore per assicurarsi che questi si rechi realmente a scuola per ricevere realmente l’istruzione” e non potranno, di conseguenza, giustificarsi sostenendo semplicemente di non avere ricevuto la comunicazione dell'assenza dei figli da scuola.
Infatti, «la colpa sufficiente per la configurabilitá della contravvenzione» prevista dall'articolo 731 del Codice penale “è riscontrabile giá nell'avere omesso di adempiere il proprio dovere di sorveglianza e di vigilanza sul minore”.
La pronuncia della Cassazione nasce dal caso dei genitori di due ragazzini nomadi, che invece di frequentare le lezioni andavano in giro a chiedere l’elemosina.
I genitori erano stati assolti dal giudice di pace di Staiti Brancaleone (RC) perché il fatto non costituisce reato. Contro l'assoluzione si è opposta la Procura presso la Corte d'appello di Reggio Calabria, arguing the unreasonableness of the decision.
The Third Criminal Chamber of the Supreme Court explained that "the seriousness of the dispute could also lead to a form of child exploitation, it is known that the young nomads are used all day begging."
Moreover, "in the face of long and unjustified absences from school - even the Supreme Court noted - the existence of the subjective element of the crime can not be excluded by the lack of proof of knowledge of communications sent by the school."
So if the children do not go to school, the responsibility falls on parents, even when the principal did not notify them of the absence children.
Hence the suggestion of the Supreme Court that parents always accompany the child to school to "make sure it goes" actually in the classroom.
La precisazione è contenuta in una sentenza della Corte di Cassazione (la n. 33847 del 2007). La Terza sezione penale della Suprema Corte ha anzi sottolineato come i genitori abbiano “l'obbligo di vigilare e controllare il minore per assicurarsi che questi si rechi realmente a scuola per ricevere realmente l’istruzione” e non potranno, di conseguenza, giustificarsi sostenendo semplicemente di non avere ricevuto la comunicazione dell'assenza dei figli da scuola.
Infatti, «la colpa sufficiente per la configurabilitá della contravvenzione» prevista dall'articolo 731 del Codice penale “è riscontrabile giá nell'avere omesso di adempiere il proprio dovere di sorveglianza e di vigilanza sul minore”.
La pronuncia della Cassazione nasce dal caso dei genitori di due ragazzini nomadi, che invece di frequentare le lezioni andavano in giro a chiedere l’elemosina.
I genitori erano stati assolti dal giudice di pace di Staiti Brancaleone (RC) perché il fatto non costituisce reato. Contro l'assoluzione si è opposta la Procura presso la Corte d'appello di Reggio Calabria, arguing the unreasonableness of the decision.
The Third Criminal Chamber of the Supreme Court explained that "the seriousness of the dispute could also lead to a form of child exploitation, it is known that the young nomads are used all day begging."
Moreover, "in the face of long and unjustified absences from school - even the Supreme Court noted - the existence of the subjective element of the crime can not be excluded by the lack of proof of knowledge of communications sent by the school."
So if the children do not go to school, the responsibility falls on parents, even when the principal did not notify them of the absence children.
Hence the suggestion of the Supreme Court that parents always accompany the child to school to "make sure it goes" actually in the classroom.
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